Negli ultimi anni il padel è diventato lo sport di racchetta più praticato a Roma:
campi pieni a ogni ora, tornei amatoriali, gruppi di amici che si ritrovano dopo il lavoro. Insieme alla passione, però, è cresciuto anche un problema che fisioterapisti e ortopedici conoscono bene: il dolore alla parte esterna del gomito, quello che tutti chiamano "gomito del tennista" ma che oggi, sempre più spesso, si dovrebbe chiamare "gomito del padelista". In questo articolo vediamo cos'è l'epicondilite, perché il padel la favorisce e come si affronta con un percorso di fisioterapia mirato.
Cos'è l'epicondilite laterale
L'epicondilite laterale è una tendinopatia, cioè una sofferenza dei tendini che si inseriscono sull'epicondilo, la piccola sporgenza ossea sul lato esterno del gomito. Su questo punto si ancorano i muscoli estensori del polso e delle dita, in particolare l'estensore radiale breve del carpo, che lavora ogni volta che stringiamo un oggetto o estendiamo il polso. Quando il tendine viene sollecitato più di quanto riesca a recuperare, le sue fibre si alterano e compare il dolore. Nonostante il nome, non si tratta quasi mai di una vera infiammazione acuta, ma di un processo degenerativo da sovraccarico: per questo il riposo da solo raramente basta e serve un lavoro attivo di recupero.
Esiste anche una forma "speculare", l'epitrocleite o gomito del golfista, che colpisce il lato interno del gomito e i muscoli flessori del polso. Nel padel è meno frequente, ma può comparire in chi gioca molti colpi di dritto con il polso flesso.
Perché il padel mette a rischio il gomito
Il padel ha alcune caratteristiche che lo rendono particolarmente impegnativo per il gomito, soprattutto per chi lo pratica a livello amatoriale e magari ha iniziato da poco. La racchetta è piena, senza corde, e trasmette al braccio una quota maggiore di vibrazioni a ogni impatto; il suo peso, unito a un manico spesso impugnato con troppa forza, costringe gli estensori del polso a lavorare in tensione per tutta la partita. A questo si aggiungono gli errori tecnici tipici dei principianti, come il rovescio giocato "di polso" anziché con la rotazione del busto, o colpi come bandeja e víbora eseguiti senza la giusta preparazione.
Infine c'è un fattore di frequenza: il padel è così divertente che molti passano in poche settimane da zero a tre o quattro partite a settimana, senza dare ai tendini il tempo di adattarsi al nuovo carico. È proprio questo aumento brusco dell'attività la causa più comune di epicondilite nei nuovi giocatori, spesso tra i 35 e i 55 anni, quando i tendini sono naturalmente meno elastici.
I sintomi da riconoscere
Il segnale tipico è un dolore localizzato sul lato esterno del gomito, che può irradiarsi lungo l'avambraccio verso il polso. All'inizio compare solo durante o dopo la partita, poi tende a presentarsi anche nei gesti quotidiani:
- stringere la mano o afferrare una bottiglia;
- sollevare una borsa o una tazza con il braccio teso;
- girare una chiave o una maniglia;
- usare a lungo mouse e tastiera;
- sensazione di debolezza nella presa, con oggetti che "scivolano" di mano.
Quando il dolore si presenta anche a riposo o di notte, o non migliora dopo due o tre settimane di riduzione dell'attività, è il momento di farsi valutare da uno specialista.
La diagnosi
La diagnosi di epicondilite è prima di tutto clinica: durante la visita ortopedica o fisiatrica lo specialista ricerca il punto doloroso sull'epicondilo ed esegue alcuni test specifici, come l'estensione del polso o del dito medio contro resistenza. L'ecografia è utile per valutare lo stato del tendine ed escludere lesioni più importanti, mentre radiografia o risonanza vengono richieste solo in casi selezionati, ad esempio quando il dolore non risponde alle terapie o si sospettano altre cause, come una compressione nervosa o un problema cervicale.
Il trattamento: il ruolo della fisioterapia
Nella grande maggioranza dei casi l'epicondilite si risolve senza chirurgia, con un percorso conservativo in cui la fisioterapia ha il ruolo principale. La prima fase punta a ridurre il dolore modulando il carico: non sempre è necessario smettere del tutto di giocare, ma occorre ridurre intensità e frequenza fino a quando il tendine non torna a tollerare lo sforzo. In questa fase possono essere utili la terapia manuale e le terapie fisiche strumentali, come le onde d'urto, la tecarterapia o il laser, scelte dal fisioterapista in base al quadro clinico.
Il cuore del trattamento, però, è l'esercizio terapeutico. Un programma di chinesiterapia progressivo, con esercizi isometrici prima ed eccentrici poi, stimola il tendine a rimodellarsi e a recuperare resistenza. Il lavoro si estende poi alla spalla, al cingolo scapolare e al tronco, perché un gomito che soffre è spesso il risultato di una catena cinetica che non distribuisce bene le forze. Nei centri di fisioterapia specialistica il percorso viene costruito su misura, tenendo conto del livello di gioco e degli obiettivi del paziente.
Le infiltrazioni di cortisone possono dare sollievo rapido, ma gli studi mostrano che nel medio periodo il rischio di ricaduta è più alto: per questo oggi vengono riservate a casi particolari e valutate con il medico. La chirurgia resta un'opzione per una piccola percentuale di pazienti che non migliorano dopo molti mesi di trattamento conservativo ben condotto.
Tempi di recupero e ritorno in campo
I tempi variano molto in base a quanto il problema è stato trascurato. Se affrontata nelle prime settimane, l'epicondilite migliora in genere in un periodo compreso tra uno e tre mesi; le forme croniche, che si trascinano da tempo, possono richiedere anche sei mesi o più. Il ritorno al padel avviene in modo graduale: prima palleggi leggeri, poi partite brevi, aumentando l'intensità solo se il dolore resta sotto controllo nelle 24 ore successive. Un ciclo di rinforzo in palestra funzionale aiuta a consolidare il risultato e a prevenire le recidive.
Come prevenire il gomito del padelista
La prevenzione passa da alcune attenzioni semplici. È importante aumentare gradualmente il numero di partite settimanali, scaldarsi prima di giocare con qualche minuto di mobilità per polso, gomito e spalla, e scegliere una racchetta adatta al proprio livello, non troppo pesante e con il bilanciamento giusto. Anche l'impugnatura conta: una presa troppo stretta o un grip troppo sottile aumentano la tensione sugli estensori. Qualche lezione con un maestro per correggere la tecnica del rovescio e dei colpi sopra la testa è spesso l'investimento più efficace. Infine, per chi gioca con regolarità, una visita di medicina dello sport è l'occasione per valutare lo stato generale e impostare un programma di rinforzo preventivo.
Domande frequenti
Posso continuare a giocare a padel con l'epicondilite?
Dipende dall'intensità del dolore. Nelle forme lievi si può continuare riducendo frequenza e intensità, sotto la guida del fisioterapista. Se il dolore aumenta durante il gioco o persiste il giorno dopo, è meglio fermarsi temporaneamente per non cronicizzare il problema.
Il tutore per il gomito serve davvero?
La fascia per epicondilite, posizionata sotto il gomito, può ridurre il dolore durante il gioco perché scarica parte della tensione dal tendine. È un aiuto utile ma temporaneo: non cura la tendinopatia e va sempre associata a un programma di esercizi.
Quanto dura la guarigione dal gomito del tennista?
Se trattata precocemente, l'epicondilite migliora di solito in uno-tre mesi. Le forme croniche possono richiedere sei mesi o più. Iniziare presto la fisioterapia è il modo migliore per accorciare i tempi.
Quale racchetta da padel è meglio per chi soffre di gomito?
In genere sono preferibili racchette leggere, con bilanciamento verso il manico e gomma più morbida, che assorbono meglio le vibrazioni. Anche lo spessore del grip va scelto in base alla mano, per evitare di stringere troppo.
Le infiltrazioni sono necessarie?
No, nella maggior parte dei casi non servono. Il cortisone dà sollievo nel breve periodo ma aumenta il rischio di ricadute; la prima scelta resta il trattamento fisioterapico con esercizio progressivo. Eventuali infiltrazioni vanno valutate con lo specialista.
Se il dolore al gomito ti sta tenendo lontano dal campo, presso Aureamed, in Via degli Scipioni a Roma Prati, puoi prenotare una visita specialistica e iniziare un percorso di fisioterapia costruito sulle tue esigenze.

