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terapia per un paziente con cervicalgia presso il centro Aureamed di Roma Prati

Cervicalgia: cause, sintomi e come si cura con la fisioterapia

Quel dolore che parte dalla base del collo, irrigidisce le spalle e a volte sale fino alla testa è uno dei disturbi più comuni in assoluto:

si stima che la maggior parte delle persone ne soffra almeno una volta nella vita. Si chiama cervicalgia e, nella grande maggioranza dei casi, non nasconde nulla di grave. Questo però non significa che vada ignorata, perché un dolore cervicale trascurato tende a ripresentarsi e a diventare cronico. Vediamo da dove nasce, come riconoscerlo e perché la fisioterapia rappresenta il trattamento di riferimento.

Che cos'è la cervicalgia

Con il termine cervicalgia si indica genericamente il dolore localizzato nel tratto cervicale della colonna, cioè nelle sette vertebre che sostengono la testa e ci permettono di ruotarla, piegarla ed estenderla. È un tratto molto mobile e allo stesso tempo molto sollecitato: deve reggere un peso di circa cinque chili e lo fa grazie a un sistema delicato di muscoli, legamenti e piccole articolazioni. Quando questo equilibrio si altera, il risultato è dolore, rigidità e difficoltà nei movimenti.

Nel linguaggio comune si dice spesso "ho la cervicale", ma la cervicale è semplicemente una parte della colonna, non una malattia. Il disturbo vero e proprio è il dolore, e le sue cause possono essere diverse.

Le cause più frequenti

Nella maggior parte dei casi si parla di cervicalgia aspecifica, legata a un sovraccarico dei muscoli e delle articolazioni del collo più che a una lesione precisa. Tra i fattori che la favoriscono troviamo:

  • la postura prolungata davanti al computer o con lo sguardo rivolto allo smartphone, che porta la testa in avanti e affatica la muscolatura posteriore del collo;
  • la tensione muscolare legata allo stress, che si scarica spesso proprio su collo e spalle;
  • i movimenti bruschi o i traumi, come il classico colpo di frusta in un incidente stradale;
  • l'artrosi cervicale, cioè la naturale usura delle articolazioni e dei dischi che compare con l'età;
  • l'ernia o la protrusione discale cervicale, che in alcuni casi può irritare una radice nervosa;
  • il riposo scorretto, con cuscini inadatti o posizioni innaturali durante il sonno.

Con l'arrivo dell'autunno e dell'inverno molte persone notano un peggioramento dei sintomi: il freddo e l'umidità non sono la causa del problema, ma favoriscono la contrattura dei muscoli già affaticati. Chi lavora molte ore alla scrivania conosce bene questo meccanismo, che abbiamo approfondito anche parlando di mal di schiena e lavoro al computer.

I sintomi: non solo dolore al collo

Il sintomo principale è il dolore nella parte posteriore del collo, spesso accompagnato da rigidità e dalla sensazione di non riuscire a girare completamente la testa. Il fastidio può però estendersi alle spalle, alla zona tra le scapole e alla nuca, fino a provocare un vero e proprio mal di testa di origine cervicale. Alcune persone riferiscono anche una sensazione di instabilità o di leggero sbandamento.

Quando il dolore si irradia lungo il braccio, magari con formicolii alle dita o perdita di forza nella mano, si parla di cervicobrachialgia: è il segnale che una radice nervosa potrebbe essere coinvolta, e in questo caso è importante una valutazione medica in tempi brevi.

Quando rivolgersi a uno specialista

Un torcicollo occasionale che passa in pochi giorni non richiede necessariamente una visita. È invece consigliabile farsi valutare se il dolore dura da più di qualche settimana, se tende a ripresentarsi spesso, se compare dopo un trauma oppure se si accompagna a formicolii, debolezza del braccio, vertigini importanti, febbre o dolore notturno che non dà tregua.

Il primo passo è una visita di fisiatria, che permette di inquadrare il problema, escludere cause che richiedono altri approfondimenti e impostare il percorso riabilitativo più adatto. Nei casi in cui si sospetti un problema strutturale, come un'ernia discale importante, può essere utile anche il parere dello specialista in ortopedia.

Come la fisioterapia cura la cervicalgia

Riposo assoluto e collare, un tempo molto usati, oggi sono sconsigliati nella maggior parte dei casi: il collo ha bisogno di muoversi per guarire. Le linee guida internazionali indicano nell'esercizio terapeutico, associato alla terapia manuale, l'approccio più efficace per ridurre il dolore e soprattutto per evitare le ricadute.

Nella fase iniziale il fisioterapista lavora per ridurre il dolore e sciogliere le tensioni, con tecniche manuali mirate sulla muscolatura e sulle articolazioni del collo e, quando indicato, con la terapia fisica strumentale. Una volta superata la fase acuta, il percorso si sposta sul recupero del movimento e sul rinforzo dei muscoli profondi del collo e della zona scapolare, che sono quelli che stabilizzano la colonna cervicale. È il cuore della chinesiterapia: esercizi guidati, calibrati sulla persona, che insegnano al collo a lavorare di nuovo nel modo corretto.

Nei quadri più complessi, come la cervicobrachialgia o il dolore dopo un colpo di frusta, il trattamento richiede competenze più specifiche, offerte dalla fisioterapia specialistica. Al termine del percorso, mantenere i risultati è fondamentale: un programma di esercizio in palestra funzionale, seguito da professionisti, aiuta a consolidare postura e forza muscolare nel tempo.

Prevenire le ricadute nella vita di tutti i giorni

Molto dipende dalle abitudini quotidiane. Posizionare lo schermo del computer all'altezza degli occhi, alzarsi e muovere il collo ogni ora, tenere lo smartphone più in alto invece di abbassare la testa e scegliere un cuscino che mantenga il collo allineato con la colonna sono accorgimenti semplici che fanno una differenza concreta. Anche l'attività fisica regolare, come camminata, nuoto o ginnastica posturale, contribuisce a mantenere la muscolatura elastica e reattiva, così come imparare a riconoscere e gestire lo stress che tende a scaricarsi su collo e spalle.

 

Domande frequenti sulla cervicalgia

La cervicalgia può causare vertigini e mal di testa?

Sì, il mal di testa di origine cervicale è frequente e nasce dalla tensione dei muscoli del collo e della nuca. Anche una sensazione di instabilità può accompagnare la cervicalgia, ma le vertigini intense o persistenti vanno sempre valutate da un medico per escludere altre cause.

Meglio il caldo o il freddo per il dolore cervicale?

Nella maggior parte dei casi di contrattura muscolare il calore aiuta a rilassare i muscoli e dà sollievo. Il freddo può essere più indicato nelle prime ore dopo un trauma. In ogni caso si tratta di rimedi per alleviare i sintomi, non di una cura.

Quante sedute di fisioterapia servono per la cervicalgia?

Dipende dalla causa e da quanto tempo è presente il dolore. Le forme acute rispondono spesso in poche settimane, mentre quelle croniche richiedono un percorso più lungo. Il numero di sedute viene definito dopo la valutazione iniziale.

Il collare cervicale è utile?

Oggi il collare è riservato a situazioni particolari, come alcuni traumi, e sempre su indicazione medica. Usato a lungo senza motivo, indebolisce i muscoli del collo e può rallentare la guarigione.

Quando il dolore al collo deve preoccupare?

È bene consultare un medico se il dolore segue un trauma, si irradia al braccio con formicolii o perdita di forza, si accompagna a febbre, non migliora a riposo o di notte, oppure dura da diverse settimane senza miglioramenti.

Se il dolore al collo è diventato un compagno fisso delle tue giornate, il centro Aureamed in Via degli Scipioni, nel quartiere Prati a Roma, ti accoglie con un percorso completo dalla visita fisiatrica alla riabilitazione. Per informazioni puoi consultare la pagina contatti o chiamarci direttamente.

 

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