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Allergie stagionali

Allergie stagionali

Quando il corpo reagisce più del dovuto - e il ruolo di alimentazione, dello stress e dello sport

Con l'arrivo della primavera o dell'autunno, milioni di persone iniziano a starnutire, avere il naso chiuso o che cola, occhi che lacrimano e prurito generalizzato. Questi sintomi, comunemente noti come allergie stagionali o rinite allergica stagionale, sono causati da una reazione eccessiva del sistema immunitario a sostanze normalmente innocue come i pollini.

Tuttavia, pochi sanno che alcuni fattori "nascosti" — come la dieta, lo stress e persino l’attività fisica — possono amplificare o modulare questa risposta allergica. Scopriamo come.

Allergie stagionali: cosa succede nel corpo
Le allergie stagionali si attivano quando il sistema immunitario interpreta erroneamente sostanze presenti nell’ambiente (come pollini di graminacee, parietaria, betulla e altre piante) come pericolose. In risposta, rilascia istamina, una molecola che scatena infiammazione e sintomi come prurito, gonfiore e secrezioni mucose.

L’istamina è un mediatore chiave nei processi allergici, ma non è prodotta solo dal corpo: può anche essere introdotta attraverso l'alimentazione.

Cibi ricchi di istamina: amplificatori silenziosi
Alcuni alimenti contengono naturalmente istamina, mentre altri stimolano il rilascio di istamina endogena o ne inibiscono la degradazione. Nei soggetti allergici, un’elevata assunzione di questi cibi può aggravare i sintomi. Tra gli alimenti più coinvolti troviamo:

  • Formaggi stagionati (gorgonzola, parmigiano)
  • Insaccati e carni conservate
  • Pesce in scatola o affumicato (soprattutto tonno, sgombro)
  • Alcolici, in particolare vino rosso e birra
  • Pomodori, spinaci, melanzane
  • Cioccolato e frutta secca

Inoltre, alcuni cibi inibiscono l’enzima DAO (diamina ossidasi), responsabile della degradazione dell’istamina: il risultato è un accumulo che può amplificare reazioni allergiche anche in presenza di esposizione minima al polline.

 

Stress e allergie: un legame infiammatorio
Lo stress psicofisico cronico è un potente modulatore del sistema immunitario. Quando siamo stressati, il corpo produce ormoni come il cortisolo e l'adrenalina che, nel breve termine, possono sopprimere le infiammazioni. Tuttavia, lo stress persistente altera il bilanciamento del sistema immunitario, rendendolo più reattivo e favorendo l’insorgenza o il peggioramento delle allergie.

Inoltre, lo stress può:

  • aumentare la permeabilità delle mucose (rendendoci più esposti agli allergeni);
  • interferire con la qualità del sonno (che a sua volta modula l’immunità);
  • influenzare negativamente il microbiota intestinale (coinvolto nel controllo delle risposte immunitarie).

Sport e allergie: alleato o nemico?
L’attività fisica ha effetti complessi sulle allergie. In generale, un esercizio moderato e regolare è benefico: migliora la funzione respiratoria, riduce lo stress e rinforza il sistema immunitario.

Tuttavia, l’attività intensa o in condizioni ambientali sfavorevoli (ad esempio all'aperto durante l'impollinazione o in presenza di inquinanti) può peggiorare i sintomi. Inoltre, lo sforzo fisico può provocare una liberazione acuta di istamina, portando in rari casi a orticaria da sforzo o ad una condizione detta anafilassi indotta da esercizio fisico, soprattutto se associata a determinati alimenti ingeriti poco prima dell’allenamento.

Per chi soffre di allergie stagionali, è fondamentale non solo evitare il contatto con gli allergeni, ma anche:

  • adottare una dieta a basso contenuto di istamina durante i periodi critici;
  • ridurre lo stress con tecniche di rilassamento, mindfulness o supporto psicologico;
  • fare sport in modo intelligente, preferendo ambienti chiusi nei giorni di alta concentrazione di pollini.

In casi più gravi o persistenti, è sempre opportuno consultare un allergologo, che potrà valutare test specifici, terapie antistaminiche mirate o perfino l'immunoterapia (vaccino allergenico).

Una gestione consapevole e multifattoriale è la chiave per vivere meglio… anche in primavera.

Intervista alla dott.ssa Federica Mastronardo: